Russomanno, Padovani, Struppa e Malacarne entrano nel movimento di Roberto Vannacci e confermano il sostegno al sindaco Giuseppe Morandi. Il Pd critica la scelta, mentre l’assessore Mattia Di Bisceglie pone il tema del mandato ricevuto dagli elettori. Il nuovo soggetto politico potrebbe ora modificare i rapporti interni al centrodestra trezzanese. Continua la fuga da Fratelli d’Italia, cosa sta succedendo?
TREZZANO SUL NAVIGLIO, 27 ottobre 2026.Quattro consiglieri comunali della maggioranza che sostiene il sindacoGiuseppe Morandihanno aderito aFuturo Nazionale, il movimento politico diRoberto Vannacci. Una scelta che non modifica, almeno per il momento, i numeri dell’Amministrazione comunale, ma che ha aperto un confronto politico sulla composizione e sull’identità della coalizione che governa Trezzano sul Naviglio.
I quattro consiglieri sonoGiuseppe Russomanno,Ivano Padovani,Pietro StruppaeGiuseppe Malacarne. I primi tre erano stati eletti nella lista civicaInsieme per Trezzano, mentre Malacarne era stato eletto conForza Italia. L’adesione è stata ufficializzata venerdì 23 ottobre durante l’inaugurazione della nuova sede di Futuro Nazionale in largo Po, alla presenza diLuca Ferrazzi, coordinatore regionale del movimento in Lombardia, e con Vannacci intervenuto telefonicamente.
Una sessantina di persone all’apertura della sede
Alla presentazione del comitato territoriale avrebbero partecipato circa sessanta persone. La sede, già utilizzata in passato anche da Fratelli d’Italia, diventerà il punto di riferimento dell’organizzazione locale di Futuro Nazionale.
Sulle pareti campeggia anche una frase attribuita aEzra Pound:«Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui».
Il messaggio politico lanciato durante la serata punta soprattutto sulla costruzione di una presenza organizzata sul territorio, con riferimenti al merito, alla sicurezza, alle esigenze delle famiglie e delle imprese e alla tutela dei valori tradizionali.
Per Futuro Nazionale, la sede non dovrebbe rappresentare soltanto un luogo organizzativo o elettorale, ma uno spazio aperto al confronto con i cittadini.
Russomanno: «Serve una politica più incisiva»
A guidare politicamente il nuovo percorso locale èGiuseppe Russomanno, che ha spiegato la scelta di aderire al movimento di Vannacci con la necessità di rendere maggiormente riconoscibile la linea politica portata avanti sul territorio.
Russomanno ha indicato l’esigenza di una politica capace di intervenire con maggiore decisione sui problemi quotidiani di famiglie, lavoratori e imprese.
Tra gli esempi sollevati c’è anche quello delle agevolazioni comunali e delle fasce ISEE. Russomanno pone il problema di situazioni nelle quali, secondo quanto da lui riferito, cittadini con un ISEE superiore ai 30mila euro potrebbero arrivare a pagare meno rispetto a persone collocate in una fascia economica inferiore.
Un’affermazione che richiede una verifica puntuale delle tariffe e dei regolamenti applicati dal Comune, ma che viene utilizzata dal gruppo come esempio della richiesta di maggiore chiarezza ed equità nelle decisioni amministrative.
Nelle dichiarazioni rese pubbliche dopo l’adesione, Russomanno ha spiegato che nei valori promossi da Vannacci il gruppo ritrova alcuni dei principi che intende portare nella propria attività politica: serietà, concretezza, attenzione al territorio e ai bisogni dei cittadini.
Il collegamento telefonico con Roberto Vannacci
Durante l’inaugurazione è intervenuto telefonicamente ancheRoberto Vannacci, mentre alla presentazione era presente il coordinatore regionale lombardoLuca Ferrazzi.
Il collegamento ha dato una dimensione nazionale all’avvio del comitato trezzanese e ha sancito pubblicamente l’ingresso dei quattro consiglieri nel movimento.
Ferrazzi ha definito l’adesione dei consiglieri e l’apertura della sede due segnali della volontà di Futuro Nazionale di costruire una presenza stabile e organizzata nelle istituzioni e nelle comunità locali.
Nessuna rottura con Morandi: «Il sostegno è pieno e convinto»
Il punto politicamente più rilevante riguarda però il rapporto con il sindacoGiuseppe Morandi.
I quattro consiglieri hanno escluso una rottura con l’Amministrazione. Russomanno, Padovani e Struppa continueranno a operare in Consiglio comunale attraversoInsieme per Trezzano, mentre Malacarne, eletto con Forza Italia, è indicato tra i quattro aderenti a Futuro Nazionale.
Gli stessi consiglieri hanno dichiarato:«Il nostro sostegno al sindaco Giuseppe Morandi è pieno e convinto. Continueremo a essere al suo fianco per garantire stabilità amministrativa».
Una posizione che mantiene quindi distinti, almeno formalmente, il piano amministrativo e quello politico.
In Consiglio comunale prosegue il sostegno a Morandi; fuori dall’aula prende invece forma una nuova organizzazione politica riconducibile direttamente a Vannacci.
Morandi prende atto: «Legittima autonomia politica»
Anche il sindacoGiuseppe Morandiè intervenuto dopo l’annuncio.
Il primo cittadino ha ricondotto l’adesione a Futuro Nazionale alla libertà politica dei singoli consiglieri, distinguendola però dall’impegno assunto nei confronti dell’Amministrazione e degli elettori.
«L’adesione a Futuro Nazionale appartiene alla legittima autonomia politica e personale dei consiglieri», ha dichiarato Morandi, precisando che in Consiglio continueranno a rappresentare la lista civica e a sostenere l’Amministrazione e il programma condiviso con i cittadini.
Per il sindaco, quindi, il riferimento rimane il mandato amministrativo ricevuto e la realizzazione del programma.
Il Pd: «Delusi, non sorpresi»
L’arrivo di Futuro Nazionale nella maggioranza trezzanese ha però immediatamente provocato la reazione dell’opposizione.
A intervenire è statoLeonardo Bertino, segretario delPartito Democratico di Trezzano sul Naviglio, che ha espresso una valutazione critica sulla scelta dei quattro consiglieri.
Il Pd sostiene di non essere sorpreso dalla nascita del nuovo riferimento politico cittadino, ma esprime preoccupazione per l’ingresso nella politica locale di una proposta che Bertino definisce sovranista e populista.
La critica riguarda anche la coerenza dei percorsi politici individuali dei quattro consiglieri e la compatibilità tra l’adesione al movimento di Vannacci e le posizioni sostenute fino a oggi nella politica trezzanese.
Bertino lascia invece aperto il giudizio sulle conseguenze amministrative della scelta: sarà l’evoluzione dei rapporti interni alla maggioranza a chiarire se il cambiamento resterà soltanto politico oppure avrà effetti anche sull’azione del Comune. La presa di posizione del Pd e il dibattito seguito all’adesione sono stati riportati dalla stampa locale.
Di Bisceglie pone il problema del mandato degli elettori
Una questione diversa viene sollevata dall’assessore alla CulturaMattia Di Bisceglie.
Il tema è quello della rappresentatività politica: gli elettori che alle ultime elezioni comunali hanno scelto quei candidati non avevano davanti il simbolo di Futuro Nazionale.
La questione diventa particolarmente significativa osservando la provenienza elettorale dei quattro consiglieri.
Secondo i dati riportati anche da ANSA,Russomanno, Padovani e Struppa furono eletti con Insieme per Trezzano, mentre Malacarne venne eletto con Forza Italia.
Di Bisceglie pone quindi una domanda politica: come valutano questa scelta gli elettori che avevano espresso il proprio voto per quelle liste e che oggi vedono i consiglieri aderire a un nuovo soggetto?
Non viene contestata la possibilità formale di cambiare appartenenza politica durante il mandato. Il punto posto dall’assessore riguarda piuttosto la corrispondenza tra la scelta effettuata dagli elettori e il nuovo riferimento politico assunto dagli eletti.
Il nodo per il centrodestra che governa Trezzano
È su questo terreno che la vicenda potrebbe diventare particolarmente delicata per la maggioranza.
Da una parte i quattro consiglieri ribadiscono il sostegno aGiuseppe Morandie al programma amministrativo. Dall’altra, Futuro Nazionale costruisce a Trezzano una propria sede, una struttura territoriale, un’identità e un’agenda politica autonoma.
Il nuovo assetto pone quindi una questione soprattutto agli altri soggetti che compongono il centrodestra locale.
Il gruppo che sostiene l’Amministrazione si trova ora a convivere con consiglieri che, pur mantenendo l’appoggio al sindaco, hanno scelto come nuovo riferimento politico nazionale il movimento di Vannacci.
Formalmente i numeri della maggioranza non cambiano. Politicamente, invece, compare un nuovo interlocutore organizzato.
Dalle liste civiche e da Forza Italia al movimento di Vannacci
Anche le provenienze dei consiglieri aiutano a comprendere la portata della novità.
Russomanno, Padovani e Struppa provengono daInsieme per Trezzano. Malacarne era stato invece eletto conForza Italia. L’adesione di tutti e quattro a Futuro Nazionale è stata confermata pubblicamente durante l’inaugurazione della sede.
Non si tratta quindi semplicemente della nascita di un comitato politico esterno al Consiglio comunale: Futuro Nazionale può contare su quattro amministratori già eletti e appartenenti alla maggioranza.
Ed è proprio questo elemento ad aver trasformato l’apertura di una sede di partito in una questione che riguarda direttamente gli equilibri politici del Comune.
Il confronto adesso si sposta dentro la maggioranza
Le prossime sedute del Consiglio comunale permetteranno di capire se l’adesione rimarrà separata dall’attività amministrativa oppure se la nuova identità politica dei quattro consiglieri emergerà anche sulle scelte del Comune.
Russomanno ha già manifestato la volontà di rendere più incisiva e riconoscibile una linea politica di destra, mentre i quattro consiglieri hanno contemporaneamente assicurato piena continuità al sostegno per Morandi.
Sono due elementi che, per il momento, convivono.
La nascita del comitato di largo Po aggiunge comunque un nuovo soggetto alla geografia politica trezzanese. Il confronto non riguarda più soltanto Futuro Nazionale e le opposizioni, ma anche il rapporto tra il movimento di Vannacci e le altre componenti della coalizione che governa la città.
Il Pd ha già scelto la linea dell’attacco politico; Di Bisceglie ha aperto il tema della rappresentatività del mandato elettorale; Morandi, invece, ha rivendicato la distinzione tra autonomia politica dei consiglieri e responsabilità amministrativa.
La domanda che rimane aperta è quindi soprattutto una:quanto spazio avrà Futuro Nazionale nelle scelte politiche della maggioranza di Trezzano sul Naviglio, pur continuando i suoi quattro consiglieri a sostenere il sindaco Morandi?
Ma cosa sta succedendo in Fratelli d’Italia nel Milanese?
Il caso di Trezzano sul Naviglio apre però una questione che va oltre i confini cittadini.Cosa sta succedendo dentro Fratelli d’Italia nel Milanese e, più in generale, nel centrodestra lombardo?L’approdo a Futuro Nazionale di esponenti provenienti da FdI non rappresenta infatti un episodio completamente isolato. A maggio anchePietro Macconi, consigliere regionale eletto con Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Bergamo, ha lasciato il partito per aderire al movimento diRoberto Vannacci,come riportato da Ansa.
Nel frattempo il partito di Vannacci sta costruendo una struttura sempre più capillare in Lombardia e nel territorio milanese. L’obiettivo dichiarato è consolidare la propria presenza nelle istituzioni e sui territori, affiancando all’organizzazione politica l’ingresso di amministratori provenienti da esperienze diverse del centrodestra.
Le uscite da Fratelli d’Italia registrate a Trezzano, dunque, si inseriscono in un quadro politico più ampio nel quale Futuro Nazionale cerca spazio nello stesso bacino elettorale del centrodestra. Parlare già di una crisi generalizzata di FdI nel Milanese sarebbe prematuro, perché i casi disponibili non sono sufficienti per sostenerlo. Ma la domanda politica ormai esiste.
Si tratta di singole scelte personali oppure Futuro Nazionale sta diventando un polo di attrazione per una parte degli amministratori e dei militanti che considera troppo moderata la linea del centrodestra di governo?E soprattutto:Fratelli d’Italia considera queste uscite episodi circoscritti oppure l’inizio di un problema politico da affrontare sul territorio?
Dopo Trezzano sul Naviglio, sono interrogativi che entrano inevitabilmente nel confronto interno al centrodestra lombardo.
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