Laboratori gratuiti, il 'Muro delle Parole' e lo spettacolo 'Un'anima, due voci' per celebrare la grande poetessa milanese
Milano, 13/10/2026
Una giornata intera nel segno della poetessa dei Navigli
Il 17 ottobre è una data che chi ama la poesia conosce bene: è il giorno in cui, nel 2009, ci lasciavaAlda Merini, la voce più irregolare e potente cheMilanoabbia mai dato alla letteratura italiana. E allora cosa c’è di meglio, in quella stessa giornata, che ritrovarsi in un teatro per celebrarla, raccontarla, sentirla ancora viva attraverso le parole? Sabato 17 ottobre 2026, ilTeatro San Cristoforo – Alfredo Chiesaapre le sue porte a un programma ricco e pensato per tutti: non solo per chi frequenta abitualmente i palcoscenici, ma anche per chi vuole avvicinarsi alla poesia con curiosità e senza barriere. L’iniziativa rientra nel cartellone diMilano Teatro City, la manifestazione che ogni anno porta il teatro nei quartieri della città, abbattendo distanze geografiche e culturali. IlSan Cristoforoè uno di quegli spazi che ha nel DNA la vocazione popolare, radicato com’è in un quartiere storico dellaMilanoche cambia ma non dimentica le sue radici. E in questo contesto, la scelta di dedicare una giornata intera allaMerinisuona perfettamente coerente: lei stessa era figlia di quellaMilanodi confine, vissuta tra i Navigli e le ombre di un’esistenza tormentata trasformata in versi immortali.
I laboratori gratuiti: scrivere è per tutti
La giornata non si apre con uno spettacolo, ma con qualcosa di ancora più diretto e coinvolgente: i laboratori gratuiti di scrittura creativa. Due appuntamenti pensati per chi vuole mettere mano alle parole in prima persona, non solo ascoltarle da un palco. La gratuità non è un dettaglio secondario: significa che non ci sono soglie d’accesso, che chiunque può varcare quella porta e sedersi a un tavolo senza sentirsi fuori posto. La scrittura creativa, spesso percepita come un territorio riservato a pochi eletti, viene qui restituita alla sua dimensione più autentica: uno strumento di esplorazione personale, un modo per dire qualcosa di sé che nella vita quotidiana fatica a trovare forma. In un periodo in cui si parla molto di benessere mentale e di linguaggi per esprimere le emozioni, questi laboratori arrivano in un momento quanto mai opportuno. E conAlda Merinicome stella polare — lei che aveva trasformato il dolore in bellezza, la follia in lucidità poetica — il contesto non potrebbe essere più appropriato. Chi parteciperà avrà la possibilità di confrontarsi con la scrittura in modo guidato, di scoprire che le parole non sono nemiche ma alleate, e magari di portarsi a casa qualcosa che non si aspettava di trovare.
Il Muro delle Parole: un’installazione che parla di tutti
Accanto ai laboratori, ilTeatro San Cristoforoospiterà anche il «Muro delle Parole», un’installazione partecipativa che trasforma lo spazio fisico del teatro in una sorta di grande pagina collettiva. L’idea è semplice nella sua potenza: i visitatori sono invitati a lasciare il segno, a scrivere qualcosa — una parola, un verso, un pensiero — che va ad aggiungersi a quello degli altri, costruendo un testo corale e sempre in divenire. È la poesia come atto comunitario, esattamente come la intendevaMeriniquando diceva che le parole appartengono a tutti. Un’installazione del genere ha il pregio di coinvolgere anche chi non si considera un lettore, chi non frequenta i teatri, chi magari è entrato solo per accompagnare qualcuno. Il «Muro delle Parole» non chiede competenze: chiede solo la voglia di esserci e di lasciare una traccia. In un’epoca dominata dalla comunicazione digitale e dall’effimero, c’è qualcosa di profondamente sovversivo nell’idea di scrivere su un muro fisico, di occupare uno spazio reale con la propria voce. E il fatto che tutto questo avvenga in un teatro, in un luogo cioè per sua natura dedicato alla presenza viva dei corpi e delle voci, aggiunge un ulteriore livello di significato.
Lo spettacolo: «Un’anima, due voci» sul palco
La giornata culmina con lo spettacolo che ne è il cuore drammaturgico: «Un’anima, due voci», conElena MartellieArlinda Abdiuin scena, per la regia diMarco Oliva. Il titolo già dice molto: un’anima sola — quella dellaMerini, potente e frammentata al tempo stesso — che si sdoppia in due voci, due presenze, due corpi capaci di restituire la complessità di una figura che non si lascia ridurre a un’unica interpretazione.Elena MartellieArlinda Abdiuportano sul palco non una semplice lettura di poesie, ma una vera e propria elaborazione teatrale, dove i versi diventano materia viva da abitare, da attraversare, da far risuonare nello spazio. La regia diMarco Olivalavora presumibilmente sulla tensione tra le due presenze, sul dialogo e sulla divergenza, sulla possibilità che una stessa anima possa essere guardata da angolazioni diverse senza perdere la sua essenza. È un approccio che rispetta la natura multiforme della poetessa milanese, una donna che era tante cose insieme: madre e ribelle, mistica e carnale, fragile e indistruttibile. Lo spettacolo si inserisce in una tradizione consolidata di teatro-poesia che inItaliaha radici profonde, ma che qui trova una declinazione aggiornata e capace di parlare anche alle generazioni più giovani.
Milano Teatro City e il teatro come servizio pubblico
Milano Teatro Cityè la cornice dentro cui tutto questo prende forma. La manifestazione ha il merito di portare il teatro fuori dai circuiti abituali, di fare in modo che uno spettacolo o un laboratorio non siano prerogativa di chi già sa dove cercarli. IlTeatro San Cristoforo – Alfredo Chiesaè uno di quei luoghi che questa filosofia la incarna quotidianamente: uno spazio di quartiere, accessibile, con una storia lunga e radicata nel tessuto sociale della città. Dedicare una giornata intera adAlda Merini— con laboratori gratuiti, un’installazione aperta a tutti e uno spettacolo di qualità — significa prendere sul serio l’idea che la cultura non è un lusso ma una necessità. È un messaggio che vale sempre, ma che in certi momenti — quando i tagli ai fondi per le arti si moltiplicano e gli spazi culturali faticano a sopravvivere — suona come una dichiarazione di resistenza. E chi meglio diAlda Merini, che ha vissuto ai margini e ha trasformato quella marginalità in una delle voci più potenti del Novecento italiano, potrebbe incarnare questa resistenza? L’appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026 alTeatro San Cristoforo – Alfredo ChiesadiMilano: una data, un luogo e una poetessa che meritano di essere ricordati.
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